mercoledì 30 gennaio 2013

Partire è un po’ morire?



No! Fare le valigie è morire, del tutto. 
Scegliere cosa portare e cosa lasciare. Un’operazione a dir poco devastante. Come se lasciare un maglione o un paio di scarpe fosse una questione di vita o di morte o, peggio, alto tradimento!

Ho sempre detto di essere la perfetta contraddizione dime stessa quindi, al capitolo “viaggi” della mia vita, o si parte nudi e crudi o ci si porta dietro casa. Chissà se un giorno avrò la possibilità di scrivere un post “son partita nuda e cruda!”. Perfino quando vado sul cucuzzolo (che sempre casa è) devo farmi prestare il camion dei traslochi dalla ditta dietro l’angolo!

Ho provato a capire se il mio sia più un attaccamento alla coperta di Linus, e portarmi tutti, tutti, tutti i vestiti, le scarpe, i calzini di 5 persone sia una questione sentimentale, o più un bisogno di poter fronteggiare ogni necessità. Se fa caldo, se fa freddo, se c’è la serata di gala (gala? Con tre microminorenni? Ma in che mondo vivo?!).

Come quella volta che arrivammo al mare e, all’animatore che carinamente si offrì di aiutarci a scaricare la macchina, scappò un: “La signora resta qui fino a Capodanno!!” (ed era il 2 giugno). Di contro, in quella stessa occasione, accanto a quelle stesse valigie un’ombra di terrore velò il mio sguardo: avevo lasciato a casa tutta (e dico tutta) la biancheria, mia e di mio marito.

Per anni mi sono trascinata avanti e indietro il 60% in più rispetto al necessario di scarpe e vestiti. Dice, non ti regoli perché viaggi sempre in macchina quindi poco importa se le valigie siano 2 o 200. E questa volta che ci spostiamo in treno, ho dovuto familiarizzare col concetto di bagaglio minimo. Ma per riuscirci (ammesso e non concesso che ci sia riuscita) ho dovuto minimizzare la mia testa. Niente tabelle excel, niente suddivisione tra ciò che fosse pronto, cosa da lavare e cosa da stirare. E soprattutto non pensare ai bagagli prima dell’ultimo minuto.

Così, ieri sera, più somigliante a un caco lasciato al sole in pieno agosto che non a una donna, euforica di partire con tutta (tutta) la sua famiglia per un week end lungo, ho aperto tutti i cassetti di casa e tirato fuori, quasi a casaccio, il minimo sindacale, senza concedermi il tempo di pensare a cosa non avrei dovuto assolutamente rinunciare, perché matematicamente certo che ne avremmo bisogno!

Il bilancio del bagaglio minimo di 5 viaggiatori che si muovono col treno è di 2 trolley, 1 beautycase e 4 zainetti con gli effetti personali per l’intrattenimento durante il viaggio.

2 commenti:

  1. wow che c'ha le valigie di alviero in coordinato :P

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  2. anche io cmq ho di tutto quando parto, un dramma nel dramma

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Se mi commenti, io sono contenta!

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